A pag. 94 c’è una affermazione che costituisce una opzione favorevole alla realizzazione di una seconda canna al Tunnel del Monte Bianco.
Anche in questo caso si evidenzia un netto contrasto con quello che il Consiglio regionale ha più volte affermato. Fra il 1999 ed il 2012 il Consiglio regionale ha approvato 6 documenti che esprimevano una linea chiara e costante che si può riassumere in tre punti:
- no al raddoppio del Tunnel;
- riduzione del traffico di Tir rispetto alla situazione precedente al 1999;
- necessità di trasferire sui corridoi ferroviari il trasporto merci attraverso le Alpi.
Sei documenti approvati a larga maggioranza e talvolta anche all’unanimità.
A nostro avviso è necessario proseguire su questa linea e mettere in atto le azioni opportune, anche in collaborazione con i Comuni francesi interessati dalla presenza del Tunnel, per ridurre progressivamente il traffico pesante che attraversa le valli del Monte Bianco e che è fonte costante di pericolo, di congestione e di inquinamento.
Credo che in Valle d’Aosta dovremmo confrontarci più seriamente con i Comuni della parte francese del Monte Bianco, contrari alla seconda canna, favorevoli a una riduzione del transito dei Tir e ad un potenziamento del servizio di trasporto della ferrovia che attraversa la vallata e poi arriva in Svizzera fino a Martigny: il Mont-Blanc Exprès. Da noi invece si dice e si fa esattamente il contrario: vogliamo una seconda canna, più Tir e abbiamo chiuso la ferrovia Aosta-Pré-Saint-Didier. Non è opportuna una riflessione attenta su questa diversità di atteggiamento? E non è importante un confronto transfrontaliero con i Comuni e gli abitanti della Vallée de l’Arve?