Guidati da Confindustria locale e nazionale, tornano alla carica i sostenitori del raddoppio del Tunnel del Bianco.
Si tratta di un déjà vu perché fra il 2000 ed il 2010, dopo il drammatico incendio del tunnel provocato da un Tir, ministri del governo italiano e associazioni economiche già avevano proposto tale intervento.
La risposta del Consiglio regionale allora era stata netta e ferma. Sono una decina le risoluzioni approvate, alcune all’unanimità, dal consiglio regionale fra il 1999 ed il 2009, in cui si esprime “assoluta contrarietà” alla costruzione di una seconda canna.
Un giudizio negativo che è condiviso dai Comuni della Valle dell’Arve e fatto proprio dal Governo francese.
Ora, contando sulle pulsioni anti-ambientali di un Governo italiano di destra e sperando in una riappacificazione fra Meloni e Macron, i raddoppiatori ritornano alla carica.
Questa volta il Consiglio regionale della Valle d’Aosta sembra essersi dimenticato il buon senso degli anni passati ed infatti il 1° dicembre è stato approvato un ordine del giorno confuso ed ambiguo che di fatto vorrebbe aprire la strada ad una ipotesi di raddoppio del Tunnel.
È un’idea sbagliata quella del raddoppio, lo è per ragioni ecologiche, economiche e strategiche. Rete Civica lo ha già detto apertamente e lo motiverà in tutte le sedi.