Nella recitazione consiliare sull’inaccettabile proposta di legge Restano, che farà spendere soldi pubblici per un assurdo studio sull’applicazione dell’idrogeno nella ferrovia valdostana, ci sono stati due esponenti autonomisti che hanno utilizzato volgari maldicenze nei confronti della deputata Elisa Tripodi.

Ha iniziato Giulio Grosjacques che non ha esitato ad affermare che Tripodi ha già abbandonato ogni aggancio con la Valle d’Aosta brigando con il M5S per farsi candidare in un altro collegio sicuro fuori Valle. Come a dire “non date retta alla Tripodi, non rappresenta la Valle d’Aosta, ormai veleggia da altre parti”.

Alla confusa e claudicante oratoria di Grosjacques si è ben presto associato il virulento Marguerettaz che ben lungi dal fare un esame autocritico delle sue scelte sbagliate in un decennio di comando sulla ferrovia valdostana, ha continuato imperterrito a declinare le sue critiche alla elettrificazione della Ivrea-Aosta, ma ha anche colto la palla al balzo per confermare le affermazioni anti deputata di Grosjacques, citando un trafiletto di un giornale online che ha formulato ipotesi politiche fantasiose. Ma Marguerettaz ha voluto aggiungere tutto il suo peso da 90 usando anche un altro argomento per attaccare Tripodi.

Ha, infatti, voluto comunicare a tutto il Consiglio che Elisa Tripodi, prima di diventare deputata, faceva la barista. Ci si può fidare di una ex barista? Evidentemente no secondo Marguerettaz, che con tono sprezzante ha offeso non solo la deputata ma anche un’intera categoria.

L’attacco alla parlamentare valdostana è stato uno dei pezzi forti degli interventi unionisti sulla Proposta di legge per l’idrogeno in ferrovia. Ovviamente l’on. Tripodi con l’idrogeno non c’entra proprio nulla, ma si è macchiata di una colpa gravissima che la condanna all’ostracismo di molti autonomisti.
La deputata ha infatti collaborato con Chiara Minelli per far sì che l’elettrificazione della Ivrea-Aosta fosse finanziata dal PNRR. Un appoggio importante, che non c’è stato da parte del senatore Lanièce.

Ottenere 110 milioni di euro di fondi statali ed europei per elettrificare la tratta Ivrea-Aosta è una colpa grave per alcuni personaggi autonomisti e allora avanti con le maldicenze, da respingere in toto.