Una ferita istituzionale che si poteva evitare
Ora va ricostruito un rapporto corretto tra cittadini e politica
Nell’ultimo Consiglio regionale i consiglieri di Rete Civica avevano chiesto con un’apposita mozione le dimissioni di Augusto Rollandin da Vicepresidente del Consiglio. Un atto quanto mai necessario visto il contenuto dell’Ordinanza del PM sulla indagine Geenna e visto che sul capo del consigliere unionista pendeva una richiesta di condanna e di interdizione dai pubblici uffici per corruzione.
L’opposizione delle forze di maggioranza e di una consigliera di minoranza aveva impedito per un soffio l’approvazione della mozione ed ora il Vicepresidente è stato condannato a 4 anni e 6 mesi, oltre che all’interdizione dai pubblici uffici. Ancora una volta le istituzioni valdostane si segnalano per l’imprevidenza con cui vengono scelte le persone per cariche di grande rappresentatività.
Non è la prima volta che Rollandin viene processato e condannato, ma questa sentenza arriva a coronamento di un declino politico e può segnare la chiusura di una storia ultratrentennale che ha condizionato pesantemente la politica valdostana.
Consapevole che il sistema di potere costruito è ramificato e ha messo radici profonde, Rete Civica ritiene necessario promuovere il risanamento del rapporto tra cittadini e politica anche attraverso riforme e azioni utili ad affrontare i tanti problemi irrisolti e rimettere in moto l’attività amministrativa paralizzata dall’instabilità e dai giochi di potere.