Nella Sezione IV, indirizzi regionali sulle società partecipate, riveste particolare rilevanza il punto sulla Compagnia Valdostana delle Acque, società controllata al 100% dalla Regione tramite Finaosta.
Come avviene per tutte le Società controllate direttamente o indirettamente, che sono ben 12, la legge prevede che sia proprio il DEFR ad individuarne gli indirizzi strategici. Ed in effetti nel Documento troviamo un elenco di obiettivi strategici da perseguire per ogni società. Ciò si verifica per Finaosta, per Inva, per Sitrasb, per SIV, per Società Autoporto e per tutte le altre società controllate. Per tutte salvo CVA. Per la Compagnia Valdostana delle Acque, fatte alcune considerazioni generiche sulle sue caratteristiche, si afferma che “gli obiettivi strategici sono quelli già indicati nel defr 2023-25”. Punto. Ripeto, è un’eccezione perché per tutte le altre undici società controllate gli obiettivi da perseguire sono indicati. Se poi andiamo a leggere gli obiettivi indicati nel DEFR 23-25 ci accorgiamo che alcuni punti sarebbero da aggiornare ed altri non sono più da perseguire perché sono già realizzati.
La realtà è che l’omissione non è casuale, ma frutto di una narrazione portata avanti per tutto il 2023 secondo la quale CVA sarebbe una società sottratta al controllo ed al potere di indirizzo della Regione, tanto che il suo recente Piano strategico è stato definito senza interlocuzione con la Regione. È una narrazione alimentata dai vertici di CVA e assecondata dalla Giunta, ma che non corrisponde alla situazione giuridica. Come è noto su questo punto il gruppo consiliare regionale di PCP ha chiesto un approfondimento giuridico al prof. Giovanni Maria Caruso da cui è emerso che, cito le sue conclusioni, “la riconducibilità di CVA Spa al novero delle società quotate di cui all’art 2 del Tusp, benché determini una significativa riduzione degli oneri pubblicistici altrimenti prescritti per le altre società a partecipazione pubblica, non interferisce né sui vincoli direttamente posti in capo alla Regione né sui poteri di indirizzo e controllo ricavabili dall’ordinaria disciplina civilistica”.
La Regione quindi non solo può, ma deve indicare nel DEFR gli obiettivi strategici che CVA deve perseguire. A tal fine abbiamo predisposto un emendamento integrativo che illustreremo al momento della sua discussione, e che indica sei obiettivi strategici che CVA deve perseguire.